Un’altra grande impresa di famiglia all’estero: Bene o Male ?

 

E’ di questi giorni la notizia del passaggio del 45% di Italcementi ad un Gruppo tedesco.

Dobbiamo gioire o essere tristi?

Le chiavi di lettura possono essere diverse e tutte ben inteso legittime.

Io in questo blog affronto i temi delle imprese di famiglia e di strategie per un passaggio generazionale di successo e, senza conoscere in dettaglio la vicenda, sono convinto che da un punto di vista della continuità competitiva dell’impresa, questa decisione della famiglia rappresenti un successo.

L’impresa infatti godrà di ulteriori opportunità commerciali, di competenze internazionali e, poichè nel settore nel quale opera, la concentrazione di competenze assieme alla massa critica sono un fattore critico di successo, le ricadute alla realtà italiana non potranno che essere positive.

Negli ultimi anni abbiamo assistito spesso ad operazioni simili. Una costante che ha interessato diversi settori del Made in Italy, dalla moda (in particolare nel segmento del lusso) all’industria, passando per il comparto agroalimentare. Ma anche energia e telecomunicazioni (da qualche settimana Telecom è controllata dalla francese Vivendi, ad esempio).

Di recente, per restare in tema, Loro Piana (famosa per la lavorazione di lane pregiate) è stata acquisita da parte della francese Lvmh , già presente in Bulgari. Nel settore alimentare Coldiretti aveva stimato, tempo fa, un giro d’affari da dieci miliardi di euro finiti nelle tasche di stranieri. Parmalat, Buitoni, Perugina e ancora Star, i salumi Fiorucci, il riso Scotti e lo spumante Gancia: quasi tutte imprese di famiglia ora con la testa altrove o con consistenti partecipazioni estere.

Oltre a francesi e tedeschi, anche i cinesi hanno rafforzato la propria presenza in Italia. Nel corso del 2014 sono stati circa quattro i miliardi spesi in Italia dagli investitori cinesi.

E dunque siamo proprio sicuri di essere felici di queste operazioni?

Senza entrare in aspetti ideologici, la mia convinzione che queste storie siano esempi di strategie di successo perchè l’interesse dell’imprenditore, come un buon padre di famiglia, deve andare verso il bene dell’impresa intesa come il figlio più particolare ed esigente.

Un figlio che è cresciuto e che deve continuare a crescere con le cure più appropriate. Cure che possono essere portate grazie ad indicazioni attente.

Se non si è riusciti a competere nei mercati internazionali, non si è riusciti a crescere adeguatamente, capitalizzando a sufficienza l’azienda, non solo in termini di risorse finanziare ma soprattutto in termini di capitale umano, allora diventano evidenti i limiti e la necessità di cedere il controllo ad altri che, avendo dimostrato  al contrario tali abilità, non potranno che fare del bene alla “creatura”.

Certo, avrei preferito allegare il link di un giornale tedesco, nel quale leggere che una azienda italiana aveva acquisito il controllo di una azienda tedesca e purtroppo questo avviene ultimamente più di rado.

Ma questo è un altro discorso.

Davide Merigliano

Articolo tgcom24

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