Se l’impresa è di famiglia il futuro è più roseo

 

Mi soffermo spesso in questo blog a parlare di fondatore e di famiglia.

Il titolo del blog esprime bene il senso con il quale il fondatore spesso  crea un forte radicamento al passato con un rifiuto nei confronti del cambiamento e dell’innovazione, considerata sovente come minaccia alla stabilità.

Quando questo avviene spesso le imprese di famiglia sono caratterizzate da un evidente accentramento del potere, da un’intensa conflittualità intergenerazionale e da una bassa (a volte inesistente) propensione all’innovazione.

Sia nel mio libro che nel blog, il richiamo alla famiglia è da parte mia una costante e la mia convinzione è che se il fondatore riesce a sviluppare un dialogo costante con la famiglia,  le imprese appaiono connotate da decisioni condivise, bassa conflittualità intergenerazionale e elevata propensione all’innovazione.

In questo modo le imprese di famiglia si aprono di più al cambiamento, evolvono e modificano i percorsi evolutivi tracciati nel passato.

Questa stessa tesi è possibile ritrovarla anche in una ricerca recente sviluppata  da Cinzia Dessì e Michela Floris dell’Ateneo cagliaritano in team con le colleghe Nadine Kammerlander Miriam Bird dell’ateneo svizzero e a breve sulla rivista “Family Business Review”.

Basato sull’analisi di un campione di 41 imprese familiari operanti nel settore vitivinicolo della Sardegna, lo studio infatti rivela come il contenuto delle storie tramandate di generazione in generazione, condizioni considerevolmente i percorsi evolutivi delle imprese, l’assetto organizzativo e in particolare il comportamento innovativo.

In un periodo come quello attuale e in un settore come quello vitivinicolo, la pressione della concorrenza internazionale richiede una politica innovativa continua per sopravvivere e competere nel mercato. Ma la propensione ad innovare non sempre è conseguenza di scelte razionali legate all’andamento del mercato e può risentire di ulteriori condizionamenti che risiedono nella cultura e nella storia dell’impresa.

Raggruppando idealmente in categorie gli orientamenti di queste imprese sono emerse da un lato quelle focalizzate sulla figura del fondatore (“founder-centered oriented”) e dall’altro lato quelle orientate più in generale sulla famiglia (“family-centered oriented”).

Nel primo caso, l’idealizzazione del fondatore crea un forte radicamento al passato con un rifiuto nei confronti del cambiamento e dell’innovazione, considerata sovente come minaccia alla stabilità. Queste imprese sono caratterizzate da un evidente accentramento del potere, da un’intensa conflittualità intergenerazionale e da una bassa (a volte inesistente) propensione all’innovazione.

Nel secondo caso invece, le imprese appaiono connotate da decisioni condivise, bassa conflittualità intergenerazionale e elevata propensione all’innovazione.

In questo modo le imprese si aprono al cambiamento, evolvono e modificano i percorsi evolutivi tracciati nel passato.

Per questo lavorare sulla famiglia, preservando le relazioni nel tempo è garanzia di un passaggio generazione di successo.

Davide Merigliano

Commenti Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *