Quando si riesce a costruire un passaggio generazionale d’acciaio

Lo scopo della mia vita è aiutare le imprese di famiglia e per questo oltre che affiancare imprenditori e figli nella continuità della loro impresa mi piace ricercare storie che possano aiutare a comprendere lo spirito e la passione che spesso sono i veri motori, la ricetta fondamentale, per garantire un passaggio generazionale di successo.

Nella storia che ho scovato e che vi allego, una tipica storia Veneta e non solo.

L’acciaio diventa passione e motore di sviluppo.

Dapprima, l’acquisizione della azienda in cui per tanti anni si sono fatti i sacrifici e ora l’opportunità per i figli.

Sapientemente il genitore, senza troppe ingerenze, ha fatto maturare nei figli una analoga passione. Non la medesima.

In un figlio, più portato allo studio, l’attenzione ai numeri, agli aspetti economici e finanziari e quindi agli acquisiti e alla logistica.

Al figlio più giovane e più portato alla manualità, l’esperienza dell’officina dapprima come apprendista e poi come operaio specializzato.

Dopo tanta fatica, in un momento complicato, la richiesta ai figli di entrare in prima persona nell’impresa e quello che più colpisce, e che assicuro non è così frequente, leggere la soddisfazione del Padre nelle capacità e soprattutto nella passione che è riuscito a trasferire ai figli.

Come tutte le storie cerchiamo di trarne una morale.

Mi piace trarre da questa storia almeno due insegnamenti.

Il primo : La passione è effettivamente il motore, la condizione indispensabile per affrontare le difficoltà del momento e superarle sempre con il sorriso.

Il secondo: La capacità di mollare. Il mio libro l’ho voluto intitolare Non Mollo, perchè è tipico di molti imprenditori ritenere che altri, ed in particolare i figli o i parenti più prossimi, non siano all’altezza. In questa storia si respira invece il desiderio di far maturare lentamente le passioni di ciascuno dei figli, senza steccati, portandola a maturazione.

L’insegnamento più bello è tuttavia rappresentato dall’orgoglio del Padre di dichiarare apertamente le doti e le capacità di ciascuno.

Spesso infatti ci dimentichiamo dell’importanza di dire all’altro quanto sia importante per noi il suo apporto o la sua abilità. Ci dimentichiamo che la gratificazione fa bene a noi stessi e quindi agli altri.

Ricordiamo di ringraziare gli altri e di tessere le lodi, se lo meritano. Cresceranno ancora più forti e noi staremo meglio.

Buona lettura

 

Generazioni di Acciaio

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