Il peso della responsabilità e il peso “mancato” della famiglia.

 

 

In questi giorni a Padova si riflette su di un ennesimo episodio che ha visto un importante e noto imprenditore decidere per un atto finale.

Oggi sono inoltre stato presente ad un convegno dove si è presentata l’ennesima ricerca sulla continuità di impresa e ancora una volta emergono due aspetti che, a chi non lavora come me nelle imprese di famiglia, sembrano quasi impossibili essere sempre attuali.

– Solo 1 imprese su 3 ha una qualche consapevolezza dell’esigenza di affrontare per tempo il passaggio generazionale

– Emergono sempre le emozioni quali testimoni delle difficoltà nella gestione del cambio di testimone.

Chi come me affronta e collabora con le imprese di famiglia giornalmente, conosce questi aspetti molto bene e sono proprio questi gli ambiti che cerco, con questo blog e con tutta la formazione e l’informazione possibile, di trasferire ai miei interlocutori.

Perchè metto insieme oggi questi due aspetti?

Perchè la riflessione che ho fatto, a margine del convegno e assieme ad un figlio di un imprenditore, è  proprio legata alle difficoltà che nascono all’interno della famiglia nel garantire e supportare l’armonia, soprattutto quando tensioni legate all’attività dell’impresa minano la serenità e la tranquillità.

In questo senso leggo l’episodio del “Paron” della Maschio Gaspardo S.p.a.

Un imprenditore che, in quasi 50 anni di attività, ha costruito un gruppo leader al mondo nella produzione di macchine agricole.

Un’impresa che è cresciuta velocemente soprattutto in questi ultimi anni.

La crescita, soprattutto se accelerata, può produrre tensioni finanziare. Certo un pensiero importante, che può togliere il sonno.

In questo periodo era in corso un passaggio generazionale. L’ingresso di due manager esterni con il compito di rimettere sotto controllo la finanza di impresa mentre i figli erano impegnati in ambito commerciale e in alcune funzioni aziendali.

Immagino la sofferenza di quest’uomo nel vedere la sua creatura ferita messa in mano a degli estranei. Immagino il pensiero di dover lasciare a casa degli operai, quasi più importanti dei figli, per affrontare una ristrutturazione.

A fronte di emozioni così forti l’uomo forte rimane solo ad affrontare queste tensioni.

Sono portato sempre ad immaginare le imprese di famiglia come un organismo complesso composto da tre organi.

La famiglia, l’impresa e la proprietà.

In questi momenti è il cuore, la famiglia, che dovrebbe dimostrare la sua forza e la sua capacità di stringersi attorno all’imprenditore e aiutarlo nell’affrontare un passaggio così delicato dove alla razionalità dei fatti si aggiungono emozioni difficilmente governabili, come il gesto estremo dimostra.

Una famiglia in grado di condividere i momenti di gloria e di superare con slancio e condivisione le difficoltà.

E’ proprio vero, e la Maschio Gaspardo lo conferma, in una impresa di famiglia il peso delle emozioni può sopravanzare la razionalità delle decisioni e delle azioni aziendali. L’impresa si confonde con un qualche cosa più simile ad un componente della famiglia.

Da qui ancora una volta il mio impegno nell’aiutare le imprese di famiglia e soprattutto le famiglie consapevole che la continuità dell’impresa è sempre associata all’armonia che in condizioni critiche è il baluardo per superare ogni difficoltà.

Davide Merigliano

 

Commenti Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *