Alcuni consigli per gestire la continuità dell’impresa di famiglia

 

La continuità di impresa.

L’Italia pullula di piccole e medie imprese di proprietà e a gestione familiare, dove al vertice della piramide c’è di solito il fondatore (il padre o il nonno) e a seguire i figli. Ma quando i componenti di una famiglia sono coinvolti nella stessa impresa di famiglia, spesso in ruoli chiave, la convivenza può risultare difficile, anche se la gestione è supportata da un team manageriale con deleghe, esterno ai legami di parentela.

La continuità di impresa anche in Veneto.

È normale: hai fondato un’azienda, l’hai fatta crescere, sei riuscito a trasformarla in un’impresa di successo ed è stato naturale coinvolgere i tuoi figli nella sua gestione. Magari era già capitato a te con tuo padre o addirittura con tuo nonno.

All’interno di un’impresa di famiglia possono esserci diversi gradi di coinvolgimento familiare, ma il caso più frequente è che i membri della famiglia occupino posizioni di rilievo.

Il problema sorge quando chi ricopre un ruolo di leadership per via del proprio legame di parentela non ha le caratteristiche che la sua posizione richiede: diventa quindi fondamentale, in casi come questi, capire come coltivare e sviluppare quelle qualità, per fare in modo che la gestione aziendale prosegua nel migliore dei modi.

Il coinvolgimento di persone esterne alla famiglia spesso è un punto a favore per tutta l’azienda: perché porta nuovi stimoli, contribuisce a far vedere le cose sotto una luce diversa e soprattutto non è mosso da fattori più legati alla componente familiare che a quella lavorativa.

Un modo per la continuità di impresa nel passaggio generazionale.

Ecco perchè molte aziende, per superare l’impasse di una gestione familiare che non va come dovrebbe oppure essere di supporto nella fase di passaggio generazionale, scelgono di coinvolgere dei tutor: spesso si tratta di senior manager in pensione con alle spalle molta esperienza in realtà di grandi dimensioni. Può aiutare a creare una visione strutturata e a definire obiettivi strategici da rispettare.

Nella maggior parte dei casi le aziende hanno un Cda composto quasi totalmente dai membri della famiglia. Eppure ci sono valide eccezioni che hanno fatto del coinvolgimento di esterni al tavolo del Consiglio di amministrazione una soluzione vincente potendo essere di stimolo portando punti di vista differenti.

Uno dei momenti più delicati in un’impresa di famiglia  è quello del cambio generazionale: ogni azienda lo gestisce in modo diverso e soft, in altri casi invece il passaggio di testimone può dar vita a vere e proprie inversioni di rotta, nel bene e nel male.

Una strategia per arrivare indenni a questo momento consiste nel prepararsi con molto anticipo.La strada è di far entrare l’erede o gli eredi e di coinvolgerli in comitati di direzione nel quale cimentarsi con competenza e mettere alla provo credibilità e leadership.

In altri casi si è preferito dare importanza ai processi di selezione e carriera dei famigliari.

La chiave del successo è proprio questa: adeguare l’organizzazione aziendale e la cultura aziendale alle esigenze dei progetti di crescita, puntando sulle professionalità più adatte per ottenere una continuità di impresa.

 

Davide Merigliano

 

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